il violin in sacro gemito

Urla il violin in sacro gemito nell’ormai sgualcita custodia ch’a sua dimora ebbe ove dell’arpeggio mille volte ebbe l’anelito d’una musica ch’a pizzichi ed arcate crebbe. Sempre detien la nobiltà della rosa e l’umiltà della viola a sé avvinto e racchiuso in una nota sola in lui indomita regna levità di liuto che voce dà…

a intarsiarsi in tanghi

In un inquieto e turbolento tango intarsiati s’addestran dell’alme nostre i perimetri di non mutar rotta né confine mendicando d’un baluginante smarrirsi van compenso. Passi altro non ci scorgiamo a certificar solitudini avvezzi gambe che con il cuor non dialogano. Non è ormai che l’avvicinarsi come un altro eccitante eppur malefico nome del confermarsi lontani.

ciao nadia

Concerto di gladioli fu degl’anni miei questa distesa ch’io in gaudio e impegno coglier volli a uno a uno pochi fuor ma sì intensi che paiono infiniti nel mio sorriso s’adunan e mai saran smarriti. Comunicar con altri è vocazion che il cuor ricama su chi informar e amar soavemente intreccia oltr’ogni vigliacco morbo che…

su selvaggi temporali

Su selvaggi temporali arrampicarsi odo del pensar mio l’infrangibil abulia pur prostrato e di tristezza madido i’ godo dell’alma il folle parto che nome reca di poesia. Fogli indifesi asperger co’ illusioni di parole ispide e impietose qual chi tagli fa di gole orfica mission è d’un indecifrabile peregrinare nel qual fasci di speme pungon…

velenoso urlante rampicante

Velenoso, urlante rampicante è questo ondeggiare di scomposta solitudine, irrazionale ch’ingestibile spumeggia, nel vacuo infeltrirsi dei giorni. Ardite divagazioni occhieggiano, fino al limitare di infiacchite labbra, ove le parole ormai divenute son coltelli, su cui gorgheggiano macchie impietose di ricordi. Osserva il silente, inesorabile sfiorire, della disiata, anelata compagnia, persone che senz’amare salutano, preghiere intrappolate…

montagna e sacro

Estasi di cammino estenuante eppur dolce la silente cima si pavoneggia e rivela come impronta degli occhi del Dio creatore; tracce serbano i levigati sentieri nella seducente disarmonia dell’inquietudine dell’umana ricerca tra vette su cui si dondolano i raggi del sole. Sacro è questo procedere di gambe complici come il respiro dell’infrangibil Sinai su cui…

schiaffeggiano il grigior

Schiaffeggia il grigior del dì l’epidermide all’orizzonte il viperin ghigno odesi di ventagli di irraggiungibil senso di parole profane consumasi il rotolar verso pendii di irreversibili fallimenti. Ribelli giganteggian sussulti di mare là ove dello sperar l’icastica spazialità guisa assume di velenoso motteggio; realtà e linguaggio quali affilate durlindane spumeggiano a esser feroci e indomabili…

precario

Precario ti riscorgi giovane precario in viaggio su traballante binario sulla tua pelle intarsiano feroci e irriverenti la macabra danza dell’inesistente lavoro. No, è ad altro che pensar devono e vogliono nNo, non sono fatti loro. l’urlo s’erga della tua graffiante indignazione gemito fiero tra fieri gemiti nel lago della tua generazione che l’indifferenza di…

danzan i baci tuoi

Danzan i baci tuoi sull’antro delle labbra mie con intangibil delizia di formaggio francese in te ruggiron e più non dimoran mestizia ne’acrimonia ch’il volto tuo colonizzaron le mie folli spese. Perch’ il denaro, sai, fetida impudicizia serba di meretrice e in tremebonda man si dimena qual focosa baiadera e me inebetivo move a capricci…

diacronia di papato

Temporal seduzione un tempo vi fu ragnatela al popolino riguardo serbar qual gregge che bela palestra pontificio soglio faceste d’olezzante mollezza del cristian messaggio ungendo la bellezza. Gravidi foste di nepotismo irrefrenabil e selvaggio almen qualcun di voi fu che diede all’arte lignaggio ma quanto il mondan bramar vostro ebbe prostrato la dignità fraterna e…