Poesia

Gemmea aria

20 Novembre 2020

Cara madre.
Sto acarezzando
la tua testa,
guidato,
da malinconici,
profumi,
beltà
e fragranza,
nella speranza,
di ritrovarti,
nella gemmea,
aria,
del
solleone,
mentre,
si spandono,
i festeggiamenti,
del Dio Bacco
celebrati
nell'arte
del
suono,
ritmi,
propulsivi,
assolo
di
timpani,
si,
odono,
nella gemmea,
aria,
dello
zodiaco leone,
raggiante,
genitrice
sul far
del
mattino,
ritrovarti,
in qualche
dimensione,
realtà,
parallela,
in
mezzo
al
niente,
tra
il
verde
rigoglioso,
le
chiacchiere,
della
natura,
il
tuo
viso,
riflette,
la
riscoperta,
del
tuo
evo
persona.

Chissa,
se la
mia mano,
sui tuoi
capelli,
uccidendo,
per annegamento,
affettivo,
le dita,
riesce,
a darti,
un po
di sereno
conforto,
oppure,
niente,
mi
manchi,
in
questo
periodo,
complicato,
mi
manchi,
ancora
di più,
la
dannazione,
è vicina,
vorrei
poter
tornar
bambino,
quando
l'innocenza,
aveva
la
fortuna,
dell'ignoranza,
favola,
di
purezza,
non
distorta,
dalle
adulte,
perverse,
smanie,
di
possedere,
incapricciarsi,
per
l'inquieta
carne.

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