Poesia

Ascoltando heavy metal

19 settembre 2019

Una musica,
heavy metal,
chitarre aggressive,
chitarre che riempiono
  con prepotenza,
ogni spazio vuoto,
ogni spazio silenzioso,
potenti rift,
raccontano con tinte
forti,
raccontano con potente
enfasi,
epici scontri
di cavalieri e draghi.

Raccontano di sovrani,
di principesse, di demoni,
raccontano di mitologie,
raccontano la storia,
tra assoli di chitarra
  che alternano la scena,
con variazioni magistrali
della tastiera.

Si cedano il passo,
come due amanti,
intrecciando suoni robusti,
con suoni melodiosi,
si cedano,
il passo come due
amanti,
alternando la loro folle
corsa,
consumando il loro folle
amore.

Il loro folle
amore,
intessuto di note,
disegnando paesaggi mistici,
disegnando paesaggi medievali,
disegnando nell'aria,
paesaggi sonori.

Dramma, e romanticismo,
passione, e mostruosità,
in un tempo non ben definito,
in una saga fantastica,
o in una saga
della storia antica,
dove il tempo si dilata
e un brano,
può durare lunghezze
impreviste.

Addormentato,
per un baleno,
mi sei apparsa,
indossatrice di un sogno,
mi sei apparsa
dietro al bancone.

Eri lì,
bella,
una venere dietro
al bancone.

Sentivo che eri,
veramente lì,
mi stavi aspettando,
una visione.

Poi sono tornato,
al mondo dei vivi,
e giunto il mattino
la consapevolezza sicura,
di trovarti dietro
al bancone.

Come una formula
complessa,
che solo lo scienziato
illuminato ne conosce
il risultato,
ed è sicuro ti tale
soluzione.

Sapevo, sapevo,
dentro di me
un'arcana forza,
mi spingeva, a verificare
ciò che già conoscevo.

La visione,
si manifesta nel reale,
si manifesta,
con tutti i colori
del sapere,
come una profezia,
dal divino,
giunta in carne ossa,
dietro al bancone.

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