Diario

"Intelletto d'amore"

«Donne ch'avete intelletto d'amore» (Vita Nuova cap. XIX) costituisce una svolta nel libello giovanile dantesco. La formula «intelletto d'amore», tuttavia, deve essere interpretata in chiave letterale, con riferimento alla filosofia dei peripatetici e in stretto rapporto con le correnti averroiste del tempo. Il genitivo ha un valore soggettivo e oggettivo. L'esperienza erotica è un'esperienza dell'intelletto, un'esperienza conoscitiva. E l'amore, a sua volta, è un modo di "intelligere", ossia di leggere dentro la realtà andando a frugarne l'anima nascosta. Lungi dall'essere confinata nell'ambito del sentimento, come sarà per certo romanticismo, l'esperienza amorosa, nel mondo tardomedievale e in Dante soprattutto, assume un valore totalizzante che include, anima, immaginazione, intelletto, esperienza del mondo. E' un'esperienza mistica e carnale, senza che vi sia alcuna contraddizione tra i due termini.

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