Diario

eternità e tempo in Spinoza

La riflessione filosofica di matrice platonica ha chiarito fin dai tempi di Boezio che l'eternità non consiste in un semplice prolungamento all'infinito della cosiddetta linea del tempo. L'eternità è pienezza d'essere, una simultaneità assoluta del presente sganciato dal passato e redento dalla dimensione del futuro. Dio è eterno per definizione. Ma Spinoza aggiunge dell'altro: la “laetitia” di coloro che giungono a identificarsi con l'ordine necessario del tutto si traduce in una la visione delle cose “sub specie aeternitatis”. In questo caso l’eternità diventa una finestra attraverso la quale la mente umana può cogliere in un sol colpo d'occhio il panorama universale delle cose. La lezione di Bruno è evidente, come in molte altre dottrine di Spinoza. La letizia non ha più nulla a che vedere con il futuro ultraterreno delle religioni monoteiste, è una condizione raggiungibile qui e ora, nell’immanenza di questa vita. Si apre una breccia, e l’eternità fa irruzione nel tempo: la visione dell’Uno-Tutto.

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