Poesia

Nascita

Capovolto nel mare,
schiacciato nel profondo annidamento di ancestrale nutrimento.
Senza respiro, ossigenato e protetto attendo la luce, anche nell'oscura notte.
Rompo le acque, ancor bagnato gettato in terra arida,
cerco chi sono, nell'orrore del non sapere quale sostanza feconda mi darà ora spazio e sensi.
Percepisco l'odore che non so descrivere perché pur essendo, ancora non sono,
ma sono fame, sono avidità, desiderio di te.
Mi agguanto con urlo disperatamente incolmabile,
ti divoro, di tolgo quello che mi appartiene, mi ubriaco di libertà.
Da sempre sogno il tuo seno mentre mi asseto alla linfa dell'incomprensione,
all'ingiusta perseveranza di chi strappa l’alimento che ci dà sangue e corpo.
Ubriaco perché sazio, sogno il tuo seno che è speranza e lotta, conquista e allegria.

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