Diario

l'antropologia di Giordano Bruno

Nel terzo libro dello "Spaccio della bestia trionfante" Giordano Bruno esalta il carattere aperto e indeterminato della natura umana, effettuando un'analogia tra la mano e l'intelletto. Al contrario degli arti superiori degli animali, la mano dell'uomo può impugnare gli strumenti più disparati: spade, liuti, martelli… La mano dell'uomo è lo strumento degli strumenti come affermava già Aristotele. Analogamente, l'intelletto umano è aperto alla comprensione di tutti gli intelligibili, un motivo aristotelico, anche questo, che giunge al Nolano attraverso la tradizione averroista. Trovo in queste splendide pagine bruniane, nutrite dell'humus della cultura rinascimentale neoplatonica, una sorprendente anticipazione del teorema di Sartre secondo cui l'uomo è l'essere la cui esistenza implica l'essenza.

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