Diario

l'ineffabilità in Dante

Il tema dell'ineffabilità della donna, che in Dante appare per la prima volta nella canzone "Donne ch'avete intelletto d'amore", punto di svolta della "Vita Nova", ha una chiara matrice teologica nel motivo neoplatonico dell'ineffabilità del Divino. Guinizzelli e Cavalcanti hanno anticipato questo topos, come noto. Ma in Dante vi è qualcosa di strutturalmente nuovo. L'ineffabilità non porta alla stasi, al silenzio, alla rinuncia, o a quella condizione di autocensura che i teologi chiamano "apofatismo". Al contrario, l'ineffabilità apre alla dimensione di un dire che cerca di superare i limiti stessi del linguaggio umano, oltre che della lingua. Ciò che di statico si ritrova nella tradizione teologica, in Dante diventa dinamismo e slancio vitale, per dirla in termini bergsoniani. Dire l'ineffabile è una sfida da affrontare, dunque, e non un limite oltre il quale non è lecito inoltrarsi. Anche Dante, come Ulisse, ha oltrepassato le colonne d'Ercole.

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