Diario

Dante e il "nuovo"

Stupisce la frequenza con cui in Dante ricorre l'aggettivo "nuovo", inteso nel senso di "moderno". Il "dolce stil novo", come avanguardia letteraria del Duecento, la "Vita nuova" come romanzo sperimentale che infonde nuova linfa alla tradizionale formula del prosimetro, e soprattutto il "sole nuovo" della lingua del sì, il volgare esaltato nel primo libro del Convivio con toni messianici. Un motivo in più per abbandonare i vecchi e stantii pregiudizi sul Medioevo, che è un'età barbarica solo nel senso definito dal grande Giovan Battista Vico, ovvero come epoca di grandi sperimentazioni ed embrione della modernità .

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