Diario

Poesia e conoscenza secondo Davide Morelli

Poesia e conoscenza della realtà:
Per Edoardo Sanguineti la poesia è "uno sguardo vergine sulla realtà ". Ciò significa che ogni bambino è un artista potenziale e che i veri artisti per essere tali sono dovuti ritornare bambini. La poesia non la colgono soltanto i letterati: pensare ciò sarebbe limitativo e forse addirittura fuorviante. La poesia a mio avviso non c'è solo nelle liriche ma anche in altre discipline dello scibile, come ad esempio nel cinema d'autore o nella fotografia.
Il cinema d'autore spesso è una rappresentazione poetica della realtà. Laddove c'è poesia a mio avviso c'è sintesi; laddove c'è sintesi della realtà c'è enfasi perché ad alcuni aspetti della realtà viene dato risalto, mentre altri non vengono trattati o trattati solo in modo marginale. La rappresentazione non è mai totalmente fedele. La realtà è una commistione di drammaticità, tragedia, comicità, erotismo, mistero, etc etc. Noi non possiamo immagazzinare tutti gli stimoli del reale e ne selezioniamo solo alcuni per un puro fatto di economia cognitiva e per i nostri limiti mentali. Nella rappresentazione ne scegliamo solo alcuni da mostrare. La realtà ha moltissime sfaccettature e noi ne evidenziamo solo alcuni aspetti salienti. Sono illimitati i rapporti che un fatto, una cosa o un soggetto può avere con altri fatti, cose o soggetti. È impossibile prendere in esame l'immensa eterogeneità del reale e l'enorme casistica degli eventi. Gadda scriveva dello "gnommero". Montale a tal riguardo scrisse del "filo da disbrogliare". Per Vincenzo Gioberti la verità è "un immenso poligono" dai lati infiniti. L'immaginazione umana è anche essa un immenso poligono dai lati infiniti. Quindi anche i più alti ingegni umani non possono che rappresentare tutto ciò in modo parziale. La realtà è un enorme caos. Noi possiamo solo cercare di fare dei modelli del reale. Possiamo solo dare una forma al caos. Ogni opera subisce perciò una deformazione in base al punto di vista e alla prospettiva dell'autore. La copia perfetta della realtà non esiste. La mimesi perfetta non esiste. Non esiste nel cinema come non esiste nella fotografia. Non esiste in nessuna arte. Nella scienza è diverso perché viene conosciuta la realtà naturale in modo quantitativo. L'artista invece la conosce in modo qualitativo. La realtà umana è costituita da una illimitata molteplicità di eventi e di stati mentali. La realtà umana in fondo è una continua interazione tra io e mondo. È un continuo feedback. La realtà non esisterebbe senza i fenomeni neurochimici del nostro cervello, che ci permettono di rappresentarla. Quella che alcuni chiamano oggettività è solo una conoscenza condivisa. L'arte è un impasto di oggettività e soggettività. Anche gli artisti più realisti, che vogliono dare una visione più possibile impersonale e distaccata della realtà, non possono mai essere totalmente oggettivi. In definitiva l'arte non dipende solo dalla verosimiglianza e dal realismo raggiunti. Una scoria di soggettività resta sempre. Per Picasso in fondo "l'arte è la menzogna che ci permette di conoscere la verità".

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