Poesia

La quiete di un soave concerto marino

Gl'occhi davant'al mar…
Nella quiete dileggiar
d'ali di lieve brezza
portava note di grandi antichi
sfuse nei meandri del tempo.

Ascoltavo silente 'l gorgogliar dell'onde,
candidi merletti
scolpivano 'l baglior
nella notte chiara
spiati da un manto di stelle
diafano nel sempiterno nero.

Una banchigia misteriosa
argentata da' riflessi di luna
contrastava l'oscuro orizzonte,
solo tenui lanterne di barchette
com'albe e tramonti metaforifci
magia di luce oltre la curva.

Un sonno vago e nebuloso
calcava l'aria circostante,
la brulla brughiera
d'incanto
profumato intrico tropicale,
metamorfosi d'un sogno.

Socchiusi l'occhi,,davant'a me ambigue divinità
uscivano dal fastigio dell'Olimpo
diafane come l'aria,
ornate di diamanti e pietre preziose,
offrivan preziosi al mio io
esitante di fronte a tanto sfarzo.

Irreal luce avea invaso
la mia mente intorpidita dal sogno,
proiettato eteree schiere danzanti,
creature cosmiche col pensiero.

La quiete d'un soave concerto marino
carezzava l'estasi della mia prima notte d'Agosto
viva ne' candidi merletti del gorgogliar dell'onde.

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