POETI CONTEMPORANEI

A LIBRARSI NELL 'ARIA, SU ... IN ALTO

Incedendo, sì piano, su rena bagnata,
i suoi piedi imprimevano l'orme,
da cui rifluiva, sovente, dell'acqua salata.
Attendeva l'arrivo fremente dell'onda,
su cui spuma leggiadra,
sbocciando, adornava,
ch'appariva dissolversi al tatto.
Innalzava lo sguardo più in alto del cielo,
perso nella sua muta preghiera,
atta a chiedere venia, al suo Dio.
Se il desio del creato dinanzi
le rapiva la mente
e l'effluvio, sì acre, i suoi sensi.
Se dal cuore esondava l'amore,
per quel mare ch'amava d'immenso,
da mancarle, al pari del fiato
e di cui recepiva il respiro.
Se ancor percepiva il rimpianto
d'aver tutto quel ch'agognava, sì tanto
all'inverso d'un paio di diafane ali.
E se il vento arrecava quel canto,
nel sfiorar l'impalpabile corpo,
suscitandole brividi intensi.
Smoderato l'incanto, a quel mare,
il suo Padre Celeste avea dato.
Non potea darle torto, se tardava a tornare.
A librarsi nell'aria, su... in alto.
07-04-2016

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IRIS VIGNOLA AUTRICE