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Vagabondaggi tra Büchner e Walser

di

SURREALEX IVANOV


Il tema della "Wanderung" intesa come vagabondaggio dell'artista, anima inquieta ed errabonda, si estende ben oltre la stagione del romanticismo tedesco, dalla cui "Stimmung" è scaturito, in origine. Come termini di riferimento prenderei il "Lenz" di Georg Büchner e "La passeggiata" di Robert Walser. Nel racconto lungo di Büchner si assiste a una progressiva demolizione dell'io, tra tempeste emotive irrefrenabili scaturite dalla vista dello scabro paesaggio dell'Alsazia, terra di frontiera che diventa una metafora psichica. Nel racconto breve di Walser, ambientato nel cantone Berna, domina una leggiadria quasi mozartiana, un tentativo sognante di afferrare il lato invisibile della bellezza che si sprigiona dalle montagne, al passaggio dell'anima solitaria. Quasi un secolo separa i due testi. Ma un filo conduttore rimane, al di là di certe assonanza fatte di sapori e di stilemi riconoscibili: il viandante romantico è un "puro folle": un "Parsifal", secondo l'etimologia già cara a Richard Wagner. Un artista che soffre il mal di mare in terraferma, come dirà più tardi Franz Kafka, e che fa della propria esistenza un continuo esperimento. Siamo di fronte a una scrittura che merita di essere meditata più volte, una scrittura che si interroga - e ci interroga - sulla sottile linea di confine che separa la tragedia dalla commedia.




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