POETI CONTEMPORANEI

IL SORRISO DEL CIELO

Arriverò di buon mattino per aiutarti a indossare il vestito più bello,
quello della festa,
ti farò il nodo alla cravatta carico di stelle che illuminerà la strada al nuovo giorno.
Offrirò il mio braccio affinché tu possa sentire
la mia forza di starti vicino e accoglieremo questo viaggio col sorriso tra le labbra.
Saliremo sul calesse o “sciaraball’” trainato dal cavallo più bello
che ci porterà là dove ci sentiremo vivi, tanto sa già la destinazione
e gusteremo in armonia il panorama più bello che esista
….il cielo.
Le redini, naturalmente, le terrai tu saldamente tra le mani
perché voglio che ancora una volta guidi la vita mia
come sempre hai fatto con tanto amore.
Respirando l’aria più leggera,
affinché i nostri polmoni siano liberi dalle scorie dell’invidia, dell’egoismo,
osserveremo questo viaggio fatto di presenza con rinnovata passione
che ci unirà ancor più forte.
Ascolterò la tua voce, imparerò le tue canzoni e avrò l’immenso piacere di scoprirti.
Strada che unisce i ricordi al futuro e quando arriveremo,
là dove hai lasciato un pezzo di cuore,
ci fermeremo per un riposo che ci permetta di osservare l’emozione.
Strada facendo spiegherai al cuor mio il tuo vissuto,
informerai l’anima mia delle tue pene,
regalerai al mondo le tue idee e allargherai il sorriso al sole.
Passeremo terre, a me sconosciute, che ti hanno visto presente
in mille emozioni senza distinguere la qualità,
visiteremo paesaggi tanto diversi fra loro ma che hanno in comune il tuo vissuto.
Troveremo Salò,Modena,Scandicci,Firenze,Tombolo,Valona,Ducati,Logora,Passo logora,Porto Edda,Santiquaranta,Delvino,Argirocastro,Giannina,Pireo,Atene,Liossia,Larissa,Lamia,Volosa,
Budapest, Biska, Bistrka, Stalag 334,Stettin,
E quando arriveremo a Buchenwald, ci fermeremo un attimo per mettere ordine nelle nostre emozioni.
Ci siederemo su delle pietre di fronte ad quell’agglomerato di legno chiamato camerata
e potrò finalmente guardare il ladro che ti ha rubato il sorriso.
Ti chiederò ancora una volta di raccontarmi anni di emozioni
che hanno rasentato la pazzia,
mi nutrirò delle tue paure, delle rinunce,
dell’offesa portata all’uomo da quella mente pazzoide che l’ha creato.
Te lo imporrò perché vorrò essere ancora più deciso
quando tornerò al futuro
per non dimenticare e far dimenticare chi come te ha sopportato la devastazione dell’anima.
Ti chiederò ancora una volta di farlo per cercare di sfogare il terrore e la rabbia dall’anima tua
per farla diventare libera veramente.
Dopo che i nostri occhi saranno purificati dal pianto liberatorio,
partiremo per il ritorno verso casa,
la nostra casa,
consapevoli maggiormente del dono più grande ricevuto sia la vita.
La notte ci accompagnerà illuminata dal chiarore, che sa d’amore,
verso un’altra emozione da gustare più forte.
Ormai il calesse trainato dal magnifico cavallo è arrivato all’arrivo,
saremo felici del giorno vissuto insieme
ed io non andrò via finché non avrò visto indossare quel cappellino bianco e azzurro sulla tua testa
che riscalderà i tuoi sogni da vivere in questa notte meravigliosa.
Bacerò il tuo viso e aspetterò che ti addormenti per sentirmi più felice.
Tornerò a sognare anch’io di vedere illuminato il sorriso più bello sul tuo viso
e correre a perdifiato su dei cirri che sanno d’immenso,
di libertà.
Questo è solo un sogno, il mio sogno,
lo regalo a te papà con la speranza che tu
mi venga a trovare sorridendo per amore.

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