Poeti Contemporanei



Lacerazioni interiori

di

CESARE MOCEO


Non uccido mai i pochi attimi di felicità
che mi vengono incontro,
sentimenti compagni di vita,
malinconie costanti,
a volte infingarde necessità.
E ringrazio di averne,
quasi fossero alibi prefabbricati
nell'illusione di poterli donare a chiunque
senza farli apparire miserabili.
Il cancro è un compagno di viaggio
che ho incontrato per caso,
seduti nello stesso scompartimento;
con lui,tra un'emozione e l'altra,
ho ricordato al cuore
ciò che ho inciso sulla carne;
impulsi dell'ntimità
come l’amore, la disperazione,
la tragedia, l’ironia, il suicidio.
Non sono stato lieto della sua conoscenza
ma non ci ho potuto far niente,
è salito sul mio stesso treno
e adesso prego e spero
che scenda...una stazione prima della mia.
.
Cesare Moceo eterno ragazzo del 53
Poeta di Cefalù destrierodoc
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