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il mito di Narciso nel Medioevo

di

SURREALEX IVANOV


Secondo la lettura elaborata nel Medioevo del celebre mito narrato da Ovidio, Narciso non è colui che si innamora di sé stesso, del proprio "ego", bensì colui che prende l'immagine umbratile riflessa sull'acqua per un essere in carne ed ossa. L'immaginario soverchia il reale e trascina chi ne è irretito verso la rovina. E' la cultura psicanalitica ad aver interpretato il narcisismo in chiave egolatrica, per così dire. Sotto questo profilo, anche la psicanalisi subisce l'incanto di lunga durata della tradizione cartesiana: l'ego come coordinata centrale di riferimento rispetto alla quale misurare tutti i cosiddetti fenomeni psichici.




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