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ELENA

Elena quel giorno era proprio felice, dopo cinque anni di studio, finalmente quella mattina di primavera del 2004, dava la tesi di laurea in giurisprudenza. Al mattino aveva salutato il marito che (pensava lei),molto comprensivo l'aveva sostenuta in quell'impresa. I suoi due bambini li aveva portati a Ostia dalla madre, così non avrebbe avuto  problemi per il loro rientro. Discussa la tesi (era andato tutto bene), un ottimo voto e la lode, che si voleva di più! Finito tutto ,rientra a casa e con sua grande sorpresa trova due valigie, vicino la porta. Per un attimo pensa alla presenza di ladri, ma in quel momento esce da una stanza il marito(i suoi pensieri vanno a mille), panico, paura, i bambini. Ma con sua grande sorpresa, il marito le annuncia ,senza neanche chiedere della tesi, che aveva deciso di andarsene di casa perchè ,ormai da mesi aveva una relazione con la sua vecchia fidanzata. Da tempo si era accorto che il suo grande amore era solo la sua ex, ma non si decideva per via dello studio che Elena aveva intrapreso. Adesso era il momento giusto. La rassicurò che si sarebbe interessato dal punto di vista economico sia per lei che i bambini. Si doveva seguire la procedura per il divorzio, si contentava di vedere i figli una volta la settimana. E se ne andò. Elena rimase per ben trenta minuti, come una stupida, senza la capacità di reagire, lei amava il marito,e ,pensava che la cosa era reciproca. Andò in cucina bevve due litri d'acqua per riprendersi (pensava sempre che l'acqua aiuta il corpo e la mente). Passata un'ora ,chiamò i genitori per avvisarli dell'accaduto. Così preparò a sua volta una valigia per se e per i bambini, lasciò Roma e la casa, non sopportava neanche l'idea di stare in quella casa ,e andò a Ostia dai suoi genitori. Da questi eventi passarono sei mesi,ed Elena si trasferì completamente a Ostia, anche i bambini frequentavavo la   scuola della città. La separazione andò avanti, ormai neanche lei sentiva più niente per l'ex marito.  Passata la tempesta,pensò bene di darsi una mossa e trovare un lavoro. Non voleva stare stare eternamente a casa dei genitori.Una mattina la madre la svegliò, perchè su un giornale di annunci c'era la richiesta di una segretaria in uno studio di avvocato. Bene, non ci pensò un attimo,alla data stabilita si presentò per il colloquio. Arrivata presso lo studio ,vide che davanti a lei c'erano ben sette ragazze in sala d'attesa, bellissime,vestite con gonne succinte e tacchi a spillo, la perfetta segretaria. E pensare che lei aveva indossato i suoi vecchi jeens e un maglioncino. Le ragazze furono chiamate una ad una, lei era l'ultima dell'elenco. Ma con sua grande sorpresa, capì, che quei colloqui erano molto inquietanti, perchè le donne uscivano dallo studio arrabbiate, sconvolte e sbattevano la porta. Non riusciva a capire cosa succedeva in quella camera, e visto che le ragazze letteralmente se la filavano, senza dire niente,pensò bene e d'istinto che era meglio svignarsela. Ma era appena arrivata sull'uscio quando una voce, altera e risoluta di donna, l'avvisò che toccava a lei. Ormai era li, ci ripensò ed entrò nello studio. Una volta seduta, la donna le spiegò che c'era stato un grosso equivoco con l'annuncio sul giornale, avevano inserito la richiesta per segretaria al posto di badante che a loro interessava. Già si erano informati con la redazione del giornale, che con le dovute scuse si era riproposta di ripetere un nuovo annuncio. Quindi anche lei Elena, poteva andarsene, però era suo dovere dirle che lo stipendio era di 2000 euro. Le ragazze prima di lei, alla parola badante si erano alterate e non fecero caso minimamente ai soldi. Lei non poteva permettersi il lusso di non pensare ai soldi, e 2000 euro andavano benissimo, del resto si era laureata per passione e non per diventare avvocato, ormai a 36 anni. Lo studio era condotto dalla signora Carla e dal fratello Giovanni, Studio molto noto a Roma ,e questa era la terza generazione di avvocati. Carla informò Elena che doveva fare da badante alla madre Clelia. Spiegò ancora che la madre aveva compiuto 76 anni, ma non era una malata, bensì era una donna vivace e piena di vitalità. I figli le mettevano a disposizione una badante, con cui uscire a fare delle passeggiate, fare spese e tanta compagnia, perchè lei Clelia amava la lettura di romanzi ad alta voce, quasi recitati ed i racconti dell vita degli altri. Carla non mancò di informare Elena, che la madre puntualmente faceva scappare tutte le badanti perchè nessuna le creava queste curiosità che lei cercava. Elena si diede il tempo per pensarci di 15 m., il tempo per telefonare ed informare i genitori della novità. Sia la madre che il padre la sostennero, impegnandosi con il controllo dei bambini. Fatto tutto Carla portò Elena nell'appartamento a fianco per farle conoscere la madre. Dopo le presentazione si sedettero in salotto. Carla ritornò nello studio. Elena rimasta sola con la donna la guardò con curiosità e convenne che doveva essere stata ,in gioventù una donna molto bella. Senza più di tanto incominciò a raccontare a Clelia le vicende della sua famiglia .Coinvolgendo così la donna in quello che più la interessava, i fatti degli altri. Da quel momento la vita di Elena cambiò notevolmente, le due donne diventarono come due vecchie amiche, complici e solidali. Ma le cose non cambiarono solo dal punto di vista economico, ma anche affettivo, perchè frequentando lo studio, Elena e l'avvocato Giovanni, uomo quarantenne (di altri tempi diceva la sorella) divorziato da tempo, si innamorarono. I due dopo le loro delusioni amorose finalmente riuscirono a trovare una serenità sentimentale che entrambi cercavano.Elena  continuò anche dopo il matrimonio a fare la badante di Clelia. Divennero veramente una bella famiglia. Elena ebbe da questo matrimonio altri due figli. Clelia ancora in buona salute (nel 2014) vive sempre con loro.

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