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Lettera a P.

di

A.


Sai, qualche mese fa, pensavo di aver iniziato a perdonarti.
Nei momenti in cui i brutti ricordi invadevano la mia mente, mi ripetevo come un mantra ‘’per riuscire a guarire e ad andare avanti, devi perdonarlo’’; è quello che ci si sente dire spesso quando si vuole chiudere con il passato. Nelle ultime settimane, però, ho capito
che non ti ho perdonato e che non so se sarò mai in grado di farlo.
E’ passato quasi un anno dal giorno in cui ho trovato la forza dentro di me per mettere la parola fine ad una storia che ormai esisteva solo nella mia testa. Pensavo che il momento più difficile sarebbe stato quello: avere il coraggio di guardarti negli occhi e dirti che non ti volevo più nella mia vita.
Ora mi rendo conto che, sebbene tu non faccia più parte concretamente della mia vita, continui ad esserci; che sebbene io non ti ami più, continui ad essere nei miei sogni ogni notte. Perché non basta pronunciare la parola fine per smettere di pensarti; non basta cancellare ogni nostra foto per smettere di pensare a quello che ho vissuto accanto a te; non basta non vederti più per smettere di pensare a quanto tu mi abbia cambiato. La parte più difficile è questa: accettare che farai sempre parte della mia vita, in qualche modo.
Non fraintendermi, non c’è alcun romanticismo in queste parole. Non c’è amore, o affetto, o nostalgia. Ci sono solo dolore e rabbia.
In questi mesi, più di una volta, ho provato a ricordare i momenti belli della nostra storia; quei momenti a cui mi sono aggrappata con ostinazione durante gli anni passati. Ma, ora, i ricordi belli, che per tempo mi hanno dato la forza di insistere e di combattere per noi, sono scomparsi. Li ho dimenticati. Non sono riuscita, però, a dimenticare il male. E non importa che ora io sia circondata da persone che mi amano per davvero, che sia serena e che la mia vita sia migliorata da quando tu non ne fai più parte. Quella sensazione di paura, che ho provato per anni accanto a te, continua a vivere dentro di me, e a tormentarmi ogni notte.
So che spesso la vita con te non è stata buona, e so anche che, a modo tuo, a me ci hai tenuto. Ma ora so anche che quello che provavi per me non era amore. Non potevi amarmi mentre sceglievi di ferirmi, di mentirmi, di insultarmi; non potevi amarmi quando sceglievi di non ascoltarmi e di sminuirmi; non potevi amarmi quando ignoravi i miei sogni e cercavi di cambiarmi; non potevi amarmi mentre sceglievi di portarmi nel tuo mondo tossico; non potevi amarmi perché il centro della nostra relazione sei sempre stato tu. Tu e i tuoi bisogni. Tu e le tue dipendenze. Tu e i tuoi problemi.
Non ti ho perdonato, e non so se riuscirò mai a perdonarti. Quello che so per certo, però, è che devo iniziare a perdonare me stessa per averti permesso tutto questo.




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