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LOICE E GORI NON VO' PIU' U MULINU

Una storia vera Non molti anni fa , in Settingiano viveva Don Ciccio Lamanna , proprietario terriero ed il contadino aspirante mugnaio Loice e Gori *. Dal terrazzo del suo Palazzo , Don Ciccio Lamanna , da destra a sinistra e da sinistra a destra, aveva sotto il controllo visivo i suoi poderi, disseminati di casupole abitate dai suoi coloni . Una di queste era abitata da Loice e Gori e da una nidiata di figli . Don Ciccio , nutriva un rapporto privilegiato verso il Gori , che aveva innate simpatia umana e saggezza contadina . In occasione di una visita al palazzo , al contadino-colono Gori , viene proposta la gestione di un mulino di cui era proprietario Don Ciccio. Loice accetta la proposta . Don Ciccio prende carta penna e calamaio e dopo aver scritto i preamboli del contratto gli propone gli oneri a carico del Gori e prima di trascriverli ne da’ rappresentazione verbale . Don Ciccio propone , i ¾ del macinato per lui , ed ¼ per Loice , il quale accetta. La seconda proposta è : la consegna di due maiali di peso non inferiore a 150 Kg ; uno in dicembre ed uno in febbraio . Loice accetta e Don Ciccio scrive . La terza proposta è di venti uova a settimana ed un pollo ruspante ogni tre giorni. Loice accetta e Don Ciccio scrive . La quarta proposta è la consegna quindicinale di un tacchino di peso non inferiore ai dieci chili . Loice accetta e Don Ciccio scrive . La quinta proposta è un bifaro (agnellino) ogni mese , con il raddoppio nel periodo Pasquale e Natalizio . Loice accetta e Don Ciccio scrive , dopodichè rilegge il contratto e ne chiede la firma di accettazione .
A questo punto il colono-mugnaio , con un atteggiamento di massima serietà e
sarcastica compostezza si rivolge al padrone e gli dice : ” Don Cicciu , scrivitì natra cosa “. “ Si ”, risponde Don Ciccio aggiungendo , però , che si era dimenticato tra i vari oneri una sfornata di pane settimanale . “ Bene, scrivitilu “ , risponde Loice . Dopo che Don Ciccio ebbe ultimata la scrittura, Loice gli si rivolge dicendo : “ Giungiti puru chissu : Loice e Gori non vò più u mulinu “. Si alza , lo ossequia e se ne torna a fare il colono . Da quel giorno , “ Loice e Gori non vò più u Mulinu “ , è rimasto un proverbio tra i cittadini di Settingiano , per rappresentare la esosità straripa la congruità .
*Gori è il soprannome che si riporta dagli antenati .

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