PENSIERO


ULISSE EROE DELLA METAFISICA OCCIDENTALE ?

Opera scritta da :

SURREALEX IVANOV


Nell'interpretazione di Emanuel Levinas, l'Odissea è un'allegoria del pensiero metafisico occidentale che ha origine in Grecia, dove Ulisse, eroe nostalgico, assurge a simbolo del desiderio ossessivo della patria identificata con la meta, a configurare in un circolo perfettamente chiuso su sé stesso. Questa interpretazione, paradossalmente, è subalterna al modello che vorrebbe contestare: è all'interno della tradizione neoplatonica che si consolida l'interpretazione "metafisica" di Ulisse, da Plotino a Schelling. Sono i sistematici dell'Occidente a vedere narcisisticamente nella figura di Ulisse la propria immagine riflessa. L'Ulisse dantesco si sottrae a questa lettura convenzionale diventando un eroe del pensiero nomade che si apre all'infinito senza alcuna nostalgia della Patria. Facile ribattere che Dante non conosceva l'Odissea e aveva a disposizione soltanto stralci di racconti differenti dall'originale, ma non è questo il punto e non è questione di filologia. L'Ulisse dantesco si muove a spirale fuori dei confini del mondo conosciuto, e non è mosso da alcun desiderio metafisico. L'Ulisse dantesco ignora quella "passione triste" chiamata "nostalgia".




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