POETI CONTEMPORANEI

BRANO DI STEFANO ZUFFI DA LA STORIA DELL 'ARTE

L'intenzione di lasciare un segno è un fatto antropologico decisivo quanto laconquista della posizione eretta o il dominio del fuoco.Per costruire o decorare unoggetto non limitandosi all'utilità della pura funzione bisogna spenderetempo,energie,strumenti,materiali:nessun altro animale lo fa.Grazie all'affioraredella consapevolezza artistica,possiamo comprendere con gratitudine e fieratenerezza che noi,discendiamo da quei cavernicoli che hanno sentito il desiderio di
intagliare un bastone, di lasciare l'impronta di una mano dentro una caverna, diincidere ghirigori su un osso spolpato.L'intervento primordiale ma consapevoledell'artista ha conferito a questi soggetti un senso nuovo e diverso, carico di valoriintensamente,profondamente, esclusivamente umani.Lesigenza del belloaccomuna tutte le epoche e le latitudini, mostrandoun'inalterabilità di sentimentisenza distinzioni,commovente tratto di identità per l'intera specie umana.Ognipopolo su questa terracontinua a vivere, anche dopo la fine di un ciclo storico,nella misura in cui ha potuto trasmettere la propria memoria e i proprimiti.Leredità di chi ci ha preceduto nei millenni è ciò che dobbiamo consegnare achi ci seguirà, come promessa di eternità, soglia del sacro, fiducia nelle radici,conferma di identità, ma anche rinnovo di un dramma.Nella lingua e nella culturagreca, "mito" significa storia, racconto, favola che spiega:allude alla capacità dicomunicare in modo sensato idee, simboli, pensieri, emozioni, civiltà, fede.Ilmitonon è solo parola: è anche immagine,e le culture hanno trovato nellinguaggiodell'arte un formidabile mezzo aspressivo.Il valore di testimonianza,tuttavia,è solo una delle componenti dell'arte:non meno importante, e anzidecisivo,è l'aspetto della liberacreativa personale.Un nostro antenato impastacalcite,ossido di ferro, argilla, ocra rossa,ossido di manganese per evocare sullepareti di una caverna cacce favolose, galoppi fantastici, pericoli scampati etragedie:fra i mammuth, i cavalli e i tori della grotta di Lascaux, l'artista paleoliticodipinge anche un essere immaginario destinato ad avere lunga fortuna nell'arte, illiocorno.Chi è questo "mostro"? Un semplice errore, un essere divino, un'oscuraminaccia? La spiegazione più convincente è nelle parole di Leonardo da Vinci:"Ilpittore è padrone di tutte le cose", poichè può creare dal nulla le immagini che piùgli aggradano. Quell'uomo sporco e malconcio si è inventato un animale che nonesiste:per la prima volta, grazie all'arte, ha provato il coraggio e la gioa dicompotarsi "a immagine e somiglianza del Creatore, capace di plasmare Adamodal nulla, di dare vita alla creta informe.
Stefano Zuffi

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