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AL TEMPO DEI MAIALI ERAN SOSPIRI 81


OGNI RIFERIMENTO A COSE PERSONE E FATTI è PURAMENTE CASUALE

Qualche istante dopo un altro nuvolone di polvere nascose il paesaggio,mentre il pulviscolo si stava dissolvendo mi resi conto che stavo vivendo le scene di altri
attimi remoti di una mia presunta vita nascosta fra le pieghe dell'eternità...Ero vestito da antico romano e stavo dialogando in modo concitato con una persona credo
importante,pareva non credere alle cose che il mio ego remoto gli diceva...Suo malgrado,anche se a malincuore le accettava ma non dovevano essere buone notizie.
L'espressione facciale del me stesso passato e del dialogante non promettevano nulla di buono.Ma anche questa scena si dissolse fra le pieghe del tempo portando nuove
immagini.Mi ritrovai insieme al centurione di prima e davanti a noi c'era un uomo disteso a terra in un lago di sangue.Riordinando le idee e ripensando alla storia antica
scritta sui libri ipotizzai potesse trattarsi dell'uccisione dell'imperatore Giulio Cesare...
Ma l'altro vicino a me allora chi era?...E chi ero io?...Iniziai a fare delle congetture
ritrovandomi con un pugno di mosche in mano,una risposta plausibile non riuscii a
trovarla...Suppongo fosse stata una delle tre persone che erano state particolarmente
vicino a Cesare negli anni della sua ascesa al potere,Marco Antonio che era stato il suo luogotenente,Marco Emilio Lepido che era stato il capo della cavalleria delle
sue legioni e Ottaviano che era suo nipote e suo erede.La scena cambiò di nuovo,questa volta repentina,mi ritrovai in mezzo a una battaglia cruenta in un frastuono infernale dove le emozioni fuggivano via intimorite lasciando un vuoto nella mente che non faceva entrare nulla,ne paura ne rimpianti,solo un senso di impotenza
che rende gli uomini schiavi del potere,schiavi di se stessi e della loro incapacità
a pensare con la propria testa.Quelle erano scene bestiali,più brutali della finzione
dei films...Respiri di ferocia inaudita indurivano il cuore dei guerrieri,roba da vergognarsi di appartenere alla razza umana...Uomini e cavalli uccisi di spada,di lancia,d'ascia,di dardo,di pietre infuocate che cadevano dal cielo come bombe atomiche.Il cielo era diventato grigio,oscurato dalle frecce che nascondevano la luce del sole,urla disumane,testa e arti che si staccavano dai corpi offesi,budella che
celavano il verde dell'erba rannicchiato in gomitoli di terrore...Mi veniva da vomitare.
L'uomo col quale avevo avuto dialogo era intanto salito sul fastigio di un clivio
e stava impartendo ordini a ripetizione,dava disposizioni tecniche sulle mosse utili
per sconfiggere il nemico,intanto gli uomini morivano nella più completa solitudine
affettiva fra afflati di dolore insopportabili.

OGNI RIFERIMENTO A COSE PERSONE E FATTI è PURAMENTE CASUALE

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CLAUDIO INNOCENTI