POETI CONTEMPORANEI

PAROLA DI RE 47

Parola di re!...
Io re Horus figlio di Osiride e Iside
trasformai in ippopotamo Seth,
il quale chiese aiuto alla stessa Iside
che impietosita dal fratello lo salvò...
Infine lo colpii mortalmente e feci erigere
a ricordanza della mia definitiva affermazione
sul trono d'Egitto,il tempio di Horus a Edfu.

Mia madre Iside è riuscita a carpire con l'inganno
il nome segreto di Ra allo stesso Ra
e ad appropriarsi dei suoi grandiosi poteri,
mi ha permesso così di trionfare nella terra d'oro
scintillante baciata da l'oro prezioso della luce
del Sole,dalla fertilità del sacro Nilo
che porta limo generoso e abbondanza di messi.
Sottrasse a Ra un po' della sua saliva
e la impastò con l'argilla,modellò un serpente
velenoso e lo istruì ,dopo avergli donato la vita
a mordere lo stesso Ra...Povero Ra,il dolore era terribile
e atroci sofferenze martirizzarono il suo corpo...
Chiese aiuto agli altri dei.
La prima a presentarsi fu proprio mia madre Iside
e gli offrì un valido rimedio in cambio
del suo nome segreto che fu così rivelato.

Grande saggezza scienza e forza
vennero a mio vantaggio...Guai se quel nome
fosse venuto in mano a menti perverse,
sarebbe stato il trionfo del caos primordiale
e gli esseri viventi sarebbero stati costretti a convivere
con la violenza,con una ragione alterata
che non riconosce la sua coscienza
e la bastona senza pietà...Il sangue dei più deboli
colorerebbe il sacro Nilo di un rosso vivido
privo della dignità persa del vinto,
e così tutti gli altri fiumi di Gaia
con afflati di terrore che renderebbero
il cielo plumbeo,con la sua carica di energia
elettromagnetica che scatena gli uragani
e fa infuriare l'immensità degli oceani...
Tutte le acque della Terra sarebbero vermiglie
e nei cieli saette scintillanti
porterebbero scompiglio fra la gente,terrore
timore e incoscienza.
Le stelle dei cieli cosmici non brillerebbero
della loro radiosità naturale
ma di una luce mortale
che incuterebbe paura alla stessa Regina Nera
che con la sua falce tagliente
toglie il sorriso dagli occhi della gente.

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CLAUDIO INNOCENTI