POETI CONTEMPORANEI

MADDALENE

Nel volto del vostro e sempre più ossidato patavino basso velato cielo zincato: ho creato la mia tana lucente: è il mio calvo ampio iato da l’alto letto spalancato e di squame spogliato. E stanno e vanno sempre accolti gli sguardi, incolti e disinvolti e poi dissolti nella nebbia acre dei convogli, di slegate mogli volanti, e agitate piantano croci schiodate fra le risorte rosse stigmate toccate e poi abortite da maddalene pentite.

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