POETI CONTEMPORANEI

ULISSE & PENELOPE

Ulisse & Penelope
(da..Libera..ODISSEA)
Lungi dall’esser il nuovo Omero/Mai son stato poeta vero
Ma amo ancor sperare/Oltre ogni natural reale.

* PENELOPE *
Amato mio consorte
Da anni ormai sei fuori corte
Notizie qui arrivarte dicono
Che Troia vinta or è in abbandono
E che nel tuo viaggiar per mare
Onda anomala ha costruito il tuo altare
Buttandoti su scogli di morte
Gli inferi t’han aperto le porte.
Non credo a destin così crudele
Perchè ti son sempre fedele
Ed allor aprendo le porte all’attesa
Qual mia autodifesa
Di giorno vado a tesser tela
E di notte disfo i fili della mia ragnatela
Perchè a questi selvaggi
Mai darò i miei ancoraggi
Son prigioniera nella mia reggia
Ma sulla torre ancor la nostra bandiera capeggia
Mai cederò al lor dire e fare.
Anche se il lo capo la tua memoria vuol diffamare
Perchè sia io che Itaca
Abbian speranza nel tuo ritorno come monarca.

* ULISSE *
Mia carissima consorte
Per te ho sempre amore forte
Sfidando ogni avversità
Ho combattuto per la libertà
Ho sempre creduto nella giustizia
Anche se a volte in altri è sorta inimicizia
E pur sapendo che alla morte
Non si posson chiudere le porte
Ho rimosso ostacoli senza tremare
Ed or finalmente vorrei ritornar a vita d’amare
Gli dei m’han donato il lor aiuto
E così salvo m’han voluto
Nonostante il travaglio
Di cui Omero mi fa bersaglio
Ancor lontana è patria mia
Ma ad Itaca ritornerò a tese braccia
Di nuovo sarò padre di giustizia e re
Questo è il pegno che ho dato a me
Ma Omero a volte s’inventa qualche problema
Pur di continuar il suo poema
Ed allor della bussola inverte i polari
E non essendo navigante di mari
Dall’oceano mi fa sbatte su alti scogli
E partendo da quel che ha scritto sui suoi fogli
Rimediando più di un bernoccolo
Le maniche mi devo rimboccar da solo
Perchè lui ritenendosi poeta indiscusso
Sempre scrive col muso in incasso
Tra l’ombra delle fresche piante
Senza saper nulla di marine coordinate.

* PENELOPE *
Son ancor giovane e bella donna
E sempre ho portato la maxigonna
Sol te hai visto le mie gambe
Quando ancor facevam le colombe
Ed or il lor re
Per governare ed eclissare te
Vorrebbe far di me la sua sposa
Ma a lui mai cederò la mia rosa
Qui ormai non c’è più sapor d’olimpo
Io tesso e disfo per far fronte al tempo
Or qui è peggio di un bordello
Appena suona il campanello
Tutti van sempre dritti
A sfogar i lor appetiti
Si mangia, si beve e si ride
Ed a volte qualcun degenerando uccide
La nuova casta fa di tutto
E della legge non esiste più frutto

* ULISSE *
Eolo col suo sbuffo svela notizia
Or Omero ha deciso di darmi amicizia
Ed insieme riscrivenrem nuove rotte
per tastare un nuovo fronte
Speriamo di trovare mare calmo
Agli dei mai mancherà un salmo
Sperando anche in più fortuna
Il sole e la luna
Saran compagni di mia strada
e la polare la mia lampada
A giorni quei selvaggi proci
Saran stanati e non avran più voci
Il mio piano non darà lor respiro
E tutto fin all’ultim lor sospiro

* PENELOPE *
Mio caro amore
Lunghe di passione son l’ore
Ogni mattina all’alba guardo iI mare
sperando di veder qualche vela sfilare
Ma all’infuocato suo tramonto
Tutt’altra è l’atmosfera che porta il conto
Ed allor accarezzando il mio gattino
Ti sento sempre più vicino

* ULISSE *
Arriverò alla reggia nell’oscurità
Sol Euriclea mi riconoscerà
Un contastorie d’avviso
Canterà gesta senza nessu riso
Di colui che un di non più lontano
Tornerà con l’arco in mano
Nessuna pietà per l’invasore
Quel giorno sarà senz’ore
Non finiran l’ultimo lor brindisi
La luna piena illuminerà i lor impietriti visi
Ogni fuga sarà senza uscita
I miei occhi su ogni lor vita
Dall’arco il cui filo nessun saprà tendere
Scoccherà la mia vendetta d’arciere
Ad ogni freccia un lor nome
Non ci sarà tempo per nessun sermone
Alla fine il silenzio ricoprirà ogni cosa
E l’onde del mare s’eleveran a lavar l’infetta casa
E la mia vendetta sarà nella storia
E ULISSE sarà nome di eterna gloria
Allor guardando l’azzurro cielo
Ti donerò il nuovo anello
Io e te, mano nella mano
Guarderem il mare dall’altopiano
Ricordando quando nuotando senza freno
Volevano toccare quell’arcobaleno
che dipingendo l’orizzonte del mare
ci portava poi tra le sue onde ad amare

P.S….A questo punto, per non interferir più nelle loro vite
Omero, saggiamente, ha spuntato tutte le sue MATIT!.

Nilodan

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