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AL TEMPO DEI MAIALI ERAN SOSPIRI 26

OGNI RIFERIMENTO A COSE PERSONE E FATTI è PURAMENTE CASUALE

Sulle pareti di sinistra si susseguivano otto ritratti di ragazzi e ragazze eseguiti da
Pietro Rotari nel XVIII secolo,con cornici di noce intagliate a forma di stella con
quattordici punti e dorate.Sulla parete di destra invece,si susseguivano pitture di Eugenio Scorzelli,Vincenzo Cabianca,Niccolò Cannicci,Eugenio Zampighi,Tito Lessi,
Armando Spadini,Ardengo Soffici,Massimo Campigli,Giovanni Boldini,Odoardo
Borrani,Eugenio Cecconi,Giovanni Fattori,Silvestro Lega,Raffaello Sernesi,Telemaco
Signorini,Giovanni Bartolena,Ulvi Liegi e Francesco Gioli,rifinite con cornici di noce
intagliate a forma di stella e dorate con vera foglia d'oro come quelle della parete
sinistra...Un museo difficilmente avrebbe potuto avere quella opulenza d'arte pura
che brillava come un sole splendente del mese di Luglio.Sul soffitto a volta si
susseguivano quattro lampadari stile Luigi XVI rifiniti con cristallo di Boemia.
Alle pareti,ogni due metri c'era un applique con la stessa finitura dei lampadari.
Il vecchio parquet che rivestiva tutti i grandi saloni del pianterreno,nel centro
dell'androne era tappezzato da una lunga fila di tappeti di Aubusson.Sotto ogni
applique era posta una console toscana dell'anno MDCCCXXX in ciliegio,su
ognuna delle quali,al centro era sito un vaso realizzato in vetro cammeo di colore
blu cupo con rilievo in bianco opaco.Negli angoli c'erano statuine in avorio
raffiguranti copie di famose statue come la Pietà di Michelangelo Buonarroti o
David sempre di Michelangelo e altre del Bernini.A metà corridoio,sulla destra c'immettemmo nell'androne delle scale che portavano al primo livello,i soffitti
e le pareti avevano lo stesso i rivestimento dell'ingresso,con la differenza che la
console era posta solo sul pianerottolo a ridosso del prpprio applique,gli altri
punti luce erano liberi da ogni accostamento d'oggetti e sempre alla distanza di due
metri l'uno da l'altro.Gli scalini invece erano di pietra naturale grigia,lungo le pareti
erano appesi quadri di Sironi,Carrà,Campigli,De Chirico,De Pisis e Zandomenghi.
Mentre salivamo il nostro cuore batteva fortwe e in mezzo a tante meraviglie la nostra
mente era così confusa che non riuscivamo a pensare a niente.Un blachout totale,
le uniche cose che sentivamo erano il mal di gambe e il fiato corto.Finalmente
arrivammo sul pianerottolo del primo livello,una porta in massello di noce decorata
a stencil si stagliava chiusa dinanzi a noi,oltre c'era il salone appositamente
riservato ai ricevimenti e feste in generale,Il maggiordomo si affrettò ad aprire il
magnifico e massiccio portone,poi,postosi di fianco,su gli stipiti,disse. " Prego signori,
entrate: " Facendo l'inchino e indicando col la mano destra la solennità dell'altro locale,
solitario come il silenzio di un monastero.Quando fummo a l'interno il signor Grandi
suonò un campanellino,e come per incanto,dopo pochi istanti arrivarono due bellissime ragazze,così belle che sembravano fotomodelle,miss universo prestate
ai respiri di meraviglioso che suonavano come campane a festa.Erano le domestiche,gentilmente ci fecero accomodare su un bellissimo divano di pelle nera
posto di fronte a un grande cammino,unico per le sue decorazioni in ceramica di
Faenza e la sua fattura...La cappa era rivestita in pietra naturale a blocchi stondati
e assimmetrici.Frontalmente aveva una decorazione in ceramica di Faenza a rilievo
con colori bianco e blu e raffigurava un leone ruggente.Sotto la cappa era posta un'antica trave in noce che faveva da mensola,il resto del camino era in marmo bianco
di Carrara patinato...Ci sedemmo.Il maggiordomo disse. " Il signor Poussin si scusa
di non essere già presente,ha rivevuto una telefonata improvvisa,fra pochi attimi sarà da voi...Rilassatevi!... " Oramai non avevamo più fretta,un minuto o prima o dopo non avrebbe cambiato niente,eravamo le persone più felici e nervose di questo mondo
e si poteva leggere nella nostra espressione che cambiava di continuo come se fossimo stati degli ebeti.Le pareti di questo ambiente erano completamente rivestite
con una boiserie in radica di noce comprendente la libreria ed escluse due pareti sulle quali eran0 inseriti due grandi arazzi di Bruxelles raffiguranti paesaggi.I tendaggi delle
porte e delle finestre erano in seta damascata color turchese,il soffitto a volta era
laccato con turchese per dilatare a l'infinito gli spazi e ammorbidire i riflessi,il pavimento era ancora un antico e scricchiolante parquet di noce ricoperto quasi
completamente da tappeti Kilim.

OGNI RIFERIMENTO A COSE PERSONE E FATTI è PURAMENTE CASUALE:

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CLAUDIO INNOCENTI