POETI CONTEMPORANEI

MANGANELLOCRAZIA

Due gambe abbiamo fiere su cui camminare,
casa han nome e posto di lavoro,
difenderlo con i denti e con le urla,
è per noi questione di dignità e decoro.
In strada a sfilare per il nostro domani
Per un futuro che ci sta scivolando dalle mani
Esser forti, indomabili, anche per i nostri figli,
perché nel loro avvenire risplender sappian come gigli.
Lavoro vuole dire democrazia,
dare all’umana vita, salario ma anche poesia,
vuol dire cuor che batte per sé e la società,
lottare per un’economia di solidarietà.
Lavoro è il soffio vitale del sentirsi uomo,
avvertir d’ogni giornata il celestiale suono,
d’un impegnarsi per vere progettualità,
che risplendere facciano il mondo che sarà.
Non ci fermerete, non ci manderete via,
dai cancelli della nostra acciaieria,
dove con sudore autentico produciamo
per il pane e il companatico di chi amiamo.
E allora, Stato vampiro più non mascherar la tua inerzia
Con paroloni belli
O con il fruscio assassino dei manganelli
Siamo esseri umani, non marziani,
con le nostre vite vere,
che ruggiscono sotto le nostre bandiere.
Fa’ che mai il giorno possa venire,
che qualcuno di noi,
per difendere il suo posto abbia a morire.


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