POETI CONTEMPORANEI

A VINCENZO CERAMI

Pura, intangibile riscorgerò
la penna che mi fu figlia e madre
in quell’ubriacante affastellarsi di astri
dove la luce spavalda amoreggia
con il disarmonico ma seducente uman respiro.
Danzeranno ancora i fotogrammi
con movenza avvolgente
di rilucenti baiadere
a rimembrare che la vita è arcano film
struggente dovere di ridere
o intonsa ricchezza del gemere;
la vedi, Roberto,
laggiù quella macchina da presa
di tossire fiera e complice i nostri sorrisi
si compiace e sempre si compiacerà,
Dio di dimorare mi conceda sempiterno
nell’artistico e multiforme peregrinare
di Aisha e Matteo,
quanti sogni rintanati ancora urlano
nelle pellicole che vedrò e amerò
senza esserne visto;
a voi lascio, uomini così compresi e incompresi,
il seme gravido della mia poesia,
e l’arte che sul suo calesse di zucchero
accolse questa vita mia.


condividi su Facebook condividi su Twitter