POETI CONTEMPORANEI

GUERNICA

Il vento gelido del Polo Nord
accompagna la chioma bionda
del vichingo da l'elmo cornuto,
grande conquistatore di valli e monti
nella barbarie di selvatico animale...
Forza bruta che sopprime il debole
senza provar sentimenti di rimorso,
compassione,solo emozioni
di potenza pura che sfidano Dio
con respiri d'ebbra coscienza.

Dal Mare del Nord
grida disumane rimbombano nell'aria
con spaventosi echi di tuono,
lampi e saette tutto intorno
con friggenti scintille d'oro
vomitati dalla spada sguainata
disegnano nel cielo isole di paura,
fiamme di drago che squarciano l'aria
incendiando foreste e laghi di petrolio.

Grida di bimbi e mamme disperate
sentono la disgrazia vicina
rompere il loro cuore,la vita,la famiglia,
i pensieri,i buoni propositi di pace,
d'armonia.

Ci sono tante Guerniche in embrione,
guerre di religione nell'aria diafane
e pronte a pretendere il sangue
dell'umanità come sacrificio alla stoltezza,
come sacrificio a l'amor che langue.
Tante etnie sono pronte a scannarsi per il potere
lasciando per strada desolazione e dolore.

Tanti fantasmi del passato
riaffiorano,rivivono nel presente,
nelle emozioni degli uomini
incapaci di difendersi dalle frecce di luce
che uccidono la voglia di sognare,
il meraviglioso dei cieli stellati
che aprono le porte del desio agli innamorati.

Attila,il vandalo sterminatore
condottiero indomito degli unni
è tornato,ha portato nel cuor degli uomini
tanta ferocia gratuita,
un'anima impietra
più dura di basalto e granito
al confronto fiocchi di burro...
Respiri di morte al cianuro.

La coscienza è stata invasa
da sterminate distese d'odio,
da sterminate distese di nulla.
Pietre bruciate
che s'infiammano al sorriso
del sole d'estate.

Guernica è ancor presente
nel cuore degli uomini,
ma anche come simbolo
di rinascita,di una coscienza
nuova che scuote gli animi
facendo comprendere gli errori
dell'odio e delle guerre.
Il risveglio della ragione
che dipinge negli abbagliati
azzurri del cielo
grandi ali d'aquila per volare
in alto oltre i cieli dell'infinito.

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CLAUDIO INNOCENTI