POETI CONTEMPORANEI

IL PINO SEGATO

Un fantasma si dispera,
il suo corpo non è abbarbicato
sulla nuda terra.
Non sente più 'l contatto
con l'acqua fresca
che bagna le sue radici,
linfa non scorre
nelle sue vene.
Si sente come un passero
libero nell'aria,
come una vela
gonfiata dal vento,
è una sensazione nuova,
meravigliosa
per lui abituato coi piedi a terra
ancorato come una zecca
alla pelle del cane,
per lui ch'oltre a succhiar linfa
per la sua esistenza,
trasforma l'anidride carbonica
in ossigeno per donar
della vita essenza.

Adesso vede tutto dall'alto
ma non è contento,
è spaventato da quel che vede
e quasi quasi non ci crede.
Nel giardino cade l'ombra
della morte,pezzi di tronco
sparsi su l'accogliente Terra,
rami segati a casaccio
come fosse men ch'uno straccio.
Il suo corpo inerme,
le sue braccia immote sono lì,
ferme nell'ultimo abbraccio
che stringe forte
per non farlo fuggir,
l'ultimo anelito di vita.
Rimembra i denti della sega
che non hanno intaccato
solo il suo legno,ma anche
il suo spirito,'l suo cor,
il tremendo dolor
ch'ha sopportato
senza poter gridare,
senza poter supplicare,
senza riuscir a far captare
le sue onde sonore,
il suo sordo grido
che gli umani
non potranno giammai percepir.

Poi più nulla,per un attimo
di smarrimento il buio totale,
mentre l'aria se ne andava
via,fuggendo per cercar
voli di aquiloni,
ronzii di calabroni.

Una luce calda accogliente
luminosa è comparsa
davanti ai suoi occhi
donando estasi,un benessere
indescrivibile.
Si è sentito ancor vivo
ma nel suo corpo non scorreva
linfa,era la luce dell'infinito
che gli dava le sembianze
di una stella,una nuova stella
ch'accende i cieli della notte,
i sogni degli innamorati...
dei bambini i sorrisi meravigliati.

Or poteva parlar con le cose,
con le persone,con gli animali
indifferentemente.
Una gioia immensa
gli ha riempito il cuor,
lo spirito.
Adesso capisce e piange,
piange per la cattiveria
che questo mondo coltiva
senza rendersi conto
che fa del male a se stesso
con chiodi che trafiggono
la loro stessa carne
inchiodata alla croce dell'indifferenza.
Adesso può veder
con la lunga vista dell'aquila
oltre ogni orizzonte,oltre alti cieli
e oltre gli immensi cieli dell'infinito.
Ma non può interferire,
non gli è concesso,
gli è impossibile
toccare le cose della Terra,
ha una frequenza vibrazionale
diversa,più veloce,che lo fanno
esser onda di luce nell'universo.
Ormai non gli resta altro
che gioir e soffrir in silenzio
affidando al vento solare
le sue gioie e i suoi dolori.
Vede il luogo
dove per trent'anni ha vissuto,
vede le persone a lui più care...
Una lacrima gli scende giù,
lungo il suo tronco di luce
ormai eterno
nel cuore di una nuova stella.

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CLAUDIO INNOCENTI