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AL TEMPO DEI MAIALI ERAN SOSPIRI 7

Un gran via vai di persone e auto scandiva il ritmo frenetico della società,stressata dal
gran daffare e da l'agitazione.Un vero formicolaio quella mattina,per fortuna bellissima,
dove il cielo dipinto di indaco meravigliosi evidenziava un infuocato sole che si poteva
ammirare in tutta la sua lucentezza.Il signor Olivier Poussin era appena uscito dalla sua abitazione ma forse è più appropriato dire reggia.Con la sua Saab 9.000 V6 corredata d'autista personale si stava recando al Palazzo della Pillotta,più precisamente al museo nazionale d'antichità dove aveva appuntamento col suo
segretario,il signor Fabio Grandi.Era stanchissimo,anche lui aveva trascorso una nottata agitata,era riuscito a dormire non più di due ore e la sera prima si era coricato
tardissimo a causa di una conferenza di lavoro.La voce era fievola e rauca.Il signor
Olivier Poussin aveva diverse ville corredate con parchi dipinti di meraviglioso,sia in
Italia che all'estero e una di queste era appunto a Parma,città che adorava in modo particolare e dove trascorreva gran parte del suo tempo.La proprietà era situata in
viale Caprera.Parigi,la sua città natale,gli aveva dato fama,soldi e considerazione.
Insieme al signor Fabio Grandi monsieur Olivier Poussin si sarebbe recato alla casa
natale e museo Toscanini dove aveva appuntamento con me e Mauro,ma prima si sarebbe recato alla Certosa di Parma e alla Badia di Torrechiara a fare delle foto che
gli sarebbero successivamente servite per la sua attività imprenditoriale,aveva tutto
il tempo visto visto che ci saremmo dovuti ritrovare nel pomeriggio,



Su l'autostrada si correva velocemente,l'auto mangiava letteralmente l'asfalto
inghiottendolo come un buco nero,incuranti e incoscienti del pericolo che si portava
agli altri e a noi stessi,e questo per arrivare un po' prima,quando non ce ne sarebbe
stato bisogno.Le raccomandazioni della mamma erano andate a farsi benedire.
Avevamo tutto il tempo che volevamo per arrivare a Parma e senza alcun pericolo di ritardare,però quella sensazione dell'imprevisto,del possibile miglioramento dell'esistenza che da sempre avevamo sognato ed era nell'aria come profumo di
mimosa,ci faceva essere precipitosi senza condiderare che andando veloci ci saremmo potuti solo fare del male,tanto male,il ribaltone ci faceva sognare ad occhi aperti,forse sperando troppo.Comunque,qualunque cosa fosse successa non
saremmo certamente rimasti a bocca amara.Eravamo preparati mentalmente
anche a un insuccesso o un successo parziale,e questo,nonostante l'ebbra felicità
era un bene,che vita ci avrebbe riservato il futuro?... Mondana e sempre a contatto
di gente importante,considerati e riveriti?...Ma comunque una dura vita di lavoro
artistico ben renumerato e con continui spostamenti intorno al mondo?...Oppure la stessa zolfa di prima,dignitosa si,ma piatta e piena di difficoltà e sempre in lotta
continua col denaro per la sopravvivenza,arrabbiati e stressati dalla furia per la
concorrenza spietata sul lavoro?...Dalla burocrazia lenta e prepotente,corrotta e
invadente?...Sfiniti dalle lotte di potere interne che finiscono per ritorcersi sempre su gli stessi'...Alla pari dei più deboli socialmente come gli operai,gli artigiani e i
piccoli commercianti costretti a scannarsi gli uni con gli altri per sopravvivere,mentre gli altolocati di tutti i generi se la spassano beatamente a suon di miliardi,incuranti di tutti i pettegolezzi?...Queste incertezze ci tenevano sulle spine perchè a forza di
tirar la cinghia,di pagar tasse e rincari continui non c'erano rimaste che poche
lacrime per piangere.Il mondo,sempre più ladro e arrogante,ci toglieva persino le
mutande di dosso lasciandoci sempre più nudi economicamente e tristi.

OGNI RIFERIMENTO A COSE FATTI E PERSONE è PURAMENTE CASUALE.

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CLAUDIO INNOCENTI