POETI CONTEMPORANEI

LA PINETA

La pineta prospiciente 'l mar
è ricurva nel peso de' suoi anni,
piegata dalla furia dei venti
che soffiano a destra e a manca
senza riconoscer lamenti,
liberi nel loro ciel di scorazzare,
di giocare con le nuvole
a scappa che t'acchiappo
senza 'l lor impeto fermare.
I tronchi e le fronde dei pini
si piegano finchè impietri
restano distorti,immoti
nella loro solitudine ch'affonda
le radici nel ventre della terra,
cercando di rimaner aggrappati
ai respiri di speme,dura a morir
nell'inedia d'un immobil fato
che la condizion impone.
terreno,ma liberi di vagar
con la fantasia e col corpo astrale
sui viali stellati dell'infinito.

Oggi spira un forte vento di libeccio,
è tempo di mareggiata
e alcuni rami,non reggendo
all'impeto di questo vento
furibondo hanno ceduto,
lasciandosi cader sulla sabbia dell'arenile
tappezzata di verdi aghi di pino
pigne e pinoli.Tanti piccoli passeri
son lì a banchettar
con le penne che svolazzano allegramente,
in un frenetico saltellar
quasi peerpetuo come l'onde del mar.

Nell'aria si respira
un forte odore di salsedine
e di solitudine,la spiaggia soffre
afflati d'inquietudine.
Le emozioni si susseguono
incessanti con ritmi vertiginosi,
sensazioni di gaia frenesia
ch'uniscon terra cielo e mare
in cocktail di luce cinerea
e argentea fra scialbi color.
E se non fosse per il meraviglioso
del mar Tirreno,bello comunque
con le sue onde imponenti
ch'evidenzian gran sorriso
e arrivan di lesto andar
fino alle cabine dei bagni
or dismessi,e sormontate
da creste metalliche argentate
e spumeggianti che ricadon
nelle risacche causate dal ritorno
energico dell'acque salate
che svuotan per qualche istante
'l mar che bagna la battigia,
sarebbe un grigior di morte
nell'assenza dei cipressi
che proteggono il silenzio
e la solitudine d'alme confuse,
incerte nel confino
della loro eternità di luce
presa per mano dal nitor dell'infinito.
La sabbia sospinta dal vento buca la pelle.

Vanno verso 'l ciel gli spruzzi
frizzanti e diafani dell'onde
frante con impeto sugli scogli
incapaci di trattener
l'intraprendenza,l'irrequietezza del mar.
Le barche intristite,scricchiolano
agli ormeggi del porto.'l mar
s'alza e s'abbassa in modo
impressionante fin quasi
al limitar delle banchine semideserte,
è un inferno,ma qualche intrepido
s'avvicina incautamente
al gorgogliar minaccioso dell'acqua
per fuggir all'istante infradiciato
come una brocca ( Mezzina O contenitore per acqua )ch'esce
dal suo pozzo per alleviar la sete.

Oggi 'l mar è come una bella donna
che sa d'esser bella...Orgoglioso
e imprevedibile.

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CLAUDIO INNOCENTI