YUGEN

  Di sogni si tinge il mare e l’occhio tuo – dislagata stilla – che di ricordi di vento e di stelle marine si densa, cilestro, nella vena d’argillite rischiara la pupilla. Trasluce la luna dall’artiglio di risacche e nell’orbita mesta di ginestre si schiude l’Universo. Thea Matera ©️

KALIMERA

  Riverbero esile volto, iridata scorza… S’intagliano ombre nell’erbaio. Thea Matera ©️

VEXATIONS (Thème – Il Dirupo Del Cormorano)

Hai toccato il fondo, rotondo, in coppe di ciliegie, si camuffa la piroga in un’ansa di barattiere, si stiracchia la nube di pirilla, d’ogni mortale tempra che, a suo dire, ignora la malferace spalla. Cade un rospo dalle serre di balene, la zaula, in particolare, tende a sollevare il finto smasso di tabià, s’approssima un…

DISSOLVENZA

Ti auguro di ritrovare la voce della Poesia dove il suono non sia frastuono, dove le parole s’assottigliano nel  cigolio d’ imposte, nel canto del pettirosso nel tripudio di camelie, la dismurata folgore di respiri e di silenzi. Dove le parole si contornano di luce nel brulichio di rimembranze, nel turbinìo di nebbia che inghiotte…

ABGRUND (In fieri – La Pagina Bianca)

  Dove finisce la poesia non consumata, il verso non trattenuto -irrespirato cielo- la parola non compresa, l’incauta scritta in gromme di cemento; cosa rimane della poesia derisa, scostata, della poesia invenduta e le sue dune, dello scurato pregio nelle vene di pennate, nelle lamine di retinervie, di tutta questa poesia offerta in pasto alla…

Rothko (No.6 – Violet, Green and Red)

Annega nei cerchi d’acqua lo sguardo di lavagna, si punteggiano le vele sulla campata storna il tempestìo di solidi triformi, sono specchi come pozzi gli acquitrini di snidate campiture, la gravità piega il tempo dove riposa a lumi spenti il cuore sempreverde di cicale. Mal tempera la lima una puntuta mina, scompiglia la faglia intorta…

DISAMORE

  Ti distanzi dalle onde dalla radianza di terre emerse, stravagati mulinelli di corolle, dal rosicchiolo corvino. Nel frastuono di scarne spole ricadono tre more nell’incarto di parole, il giardino inerte tace la magagna di filaccia e la luce pare strana lungo il viale di mandaranci, di lampioni strutti come limoni, di vaiate lastre, inerpicate…

CALENDIMAGGIO

  È Maggio sui roseti della chiostra, del cavedio rimurato, è Maggio sul bianco terso di risaie, sullo zincone del pesco quieto, sui crodati, sulla bussola, sul tamarillo arsato. Radiante birlo nei globuli di Andromeda il finato linum di lapislazzuli, neralbo remiga un calabrone, s’invola dal bosso di bordura. Sbiocca sul baio stelo il muzzo…

IL GLICINE DA VINCI (L’Anello Del Tronco)

Dalla colonna sale il niello di velluto, ruotano libellule sopra il mento glauco del fossile binario, l’ornitio rinvolge l’imbrunato nubilo. Mi sorprende la fiumara di glicini e l’aurora di violino sui Navigli, i cespi di springeri ordinati sui carretti, la cenerognola schiribilla in un volto di ametista. I giardinieri tagliano rami e ginestre, gambi di…