Diario

Dante, Vico, Hölderlin

Uno degli scopi principali per cui Dante ha scritto il De vulgari eloquentia è quello di dimostrare che la lingua forgiata nell’officina dei poeti è la prefigurazione di quella che sarà in futuro la lingua nazionale degli italiani. La poesia è vista come un’opera di fondazione della cultura nazionale, ben oltre i confini di quella che chiamiamo “letteratura” in senso lato. E’ un elemento che fu colto con lucida genialità da Giovan Battista Vico, che ebbe a definire il grande fiorentino come “l’Omero toscano”. Una reminiscenza dantesca, in questo senso,  è il celebre verso di Friedrich Hölderlin nella poesia Andenken: “was bleibet aber, stiften di Dichter” (ciò che rimane lo fondano i poeti).