Diario

il poeta vassallo d'Amore

Nella poesia erotica medievale il rapporto d’Amore è sempre un rapporto a tre. Il poeta-amante, la donna amata, e il "dio" Amore. La "Vita Nova" di Dante, a tal proposito, è esemplare. E’ alla luce di questa triade che si deve leggere la dinamica del vassallaggio amoroso con tutto il rituale che lo accompagna, nel senso cortese del termine. E’ nel nome di Amore, riconosciuto come Sire nel senso più nobilmente spirituale del termine, che il poeta-amante chiede di essere riconosciuto come soggetto del desiderio e soggetto dell’enunciazione, del dire poetico. Ecco allora che il poeta si pone come vassallo d’Amore in nome della donna amata, e non come vassallo di quest’ultima. "Amor per sire e 'l cor per sua magione". E' secondo questa cifra che si compie il sodalizio tra la carne e lo spirito.

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