Poesia

Giorni fumosi (1980)

Vivo il privato
della mia quotidianita'
come unico fuoco
che avvampa la vita
e ne subisco impotente
l'inutilita' e il crudele scetticismo
nel mio scrivere
scanzonato e pungente
che riduce la mente
a indossare il pigiama a righe
nell'infame colloquio con le illusioni
Fermo immobile
a volte idiota
ho sempre considerato
pessimo il mio scribacchiare
pur trovandomi a mio agio
tra virgole e parole
E ho deciso tutto da solo
duro e puro
nella mia demenza egocentrica
cosparsa da troppi dolori
e troppi bicchieri
nel tentativo fallito
di parlare prima all'anima
e poi alle sue
situazioni d'emergenza
.
Cesare Moceo
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