14 RACCONTI
IL NASTRO

IL NASTRO


La guerra era finita da poco tempo, Giuseppe  sopravvisse a quella immane strage.


Al suo rientro a casa si mise subito  a riprendere il lavoro che aveva lasciato qualche anno prima, vendere tessuti per vestiti e per la casa.


Cosi incominciò ad andare per i mercati  , e con due valigie piene di roba, prendeva ogni mattina la corriera che lo portava nei paesi vicini. La guerra era finita e le donne e gli uomini si stavano riprendendo la loro vita, la rinascita.


Un bel giorno, era metà agosto del 1949, al mattino di buona ora prese la corriera per andare alla fiera dell'Assunta nel paese di Torrealta. Gli affari andarono bene, vendette tutto. Contento come era si attardò un pò nell'osteria a bere una gassosa fresca, e a scambiare qualche chiacchera. Ma così facendo non si accorse che la corriera era già partita.


Un contadino con un carro e dei buoi si offri di dargli un passaggio fino al paese di San Camillo , dalla parte opposta   dopo di che doveva farsi una lunga discesa a piedi per prendere il primo treno per tornare a casa. A quell'ora e a quel tempo era l'unica via per il ritorno. Cosi fece. Arrivato al bivio del cimitero il contadino lo lasciò.


Era un pomeriggio caldo e afoso, Giuseppe, con le due valigie vuote, cominciò quella discesa fino alla stazione. Era una stradella di campagna sassosa.Pensò bene che avrebbe bevuto un bel bicchiere d'acqua fresca. A metà della discesa vide un cancello che portava in un casolare, proprio sull'ingresso c'era un sedile in pietra sotto l'ombra di una vecchia quercia. Ancora  era presto e decise di sedersi all'ombra per qualche minuto. Si era appena seduto


quando dal cancello usci una donna anziana che con fare risoluto si avvicina a Giuseppe porgendogli con una brocca dell'acqua fresca. Giuseppe sorpreso e assetato accettò  molto volentieri domandando alla donna quando l'aveva visto arrivare, lui non si era accorto.


L'anziana gli spiegò che era stata avvisata dagli altri facendo un cenno verso la casa. Giuseppe pensò, che sicuramente altri parenti erano in casa e avevano avvisato la vecchia.


Dopo aver bevuto , il giovane ringranziò e stava per allontanarsi, ma l'anziana lo bloccò per un braccio. Con fare affettuoso la donna regalò al giovane un nastrino dicendogli che quello era un pezzetto della veste della statua dell'Immacolata. La parrocchia aveva dovuto rifare il vestito nuovo della Madonna, il vecchio ormai logoro fu tagliato in tanti piccoli brandelli e regalato a tutti i fedeli del paese. Ma la perplessità di Giuseppe furono le parole della donna,"conserva per sempre questo nastrino, fra molti anni diventeremo parenti".


Giuseppe pensò che la vecchia non fosse completamente in se , vista l'età, ma non osò contraddirla, la ringranziò, prese il nastrino e scappò verso la stazione ad attendere il treno.


Dal quel famoso giorno passarono trenta anni.Giuseppe ormai uomo maturo si era sposato, aveva tre figli. Era diventato benestante.Da allora non era più passato per quella strada. La vita era cambiata, da subito aveva comprato  una autovettura per i suoi spostamenti nei mercati. Il nastrino lo custodiva comunque nel suo portafoglio , era il suo portafortuna. Nel frattempo le due figlie si sposarono con giovani del paese, e Giuseppe non pensò più alla profezia della vecchia. Nel 1979 il figlio maschio che lavorava a Milano come insegnante, nel periodo delle   ferie,al mare conobbe Anna, ragazza del paese di San Fede. Passato neanche un anno i due giovani decisero di sposarsi. Cosi in pochi mesi, attuarono tutti i preparativi e i vari convenevoli del caso. Anche in questa occasione Giuseppe constatò, che quello che aveva detto la vecchia trenta anni prima era solo una favola. Dopo una settimana dal matrimonio gli sposi, erano pronti oer ritornare  a Milano. Giuseppe si offrì loro di accompagnarli alla stazione, ma proprio quel giorno il treno diretto a Milano non si fermava nella loro stazione(per motivi tecnici dicevano),bensi nella prossima quella di San Camillo.Il capostazione consigliò loro di prendere la scorciatoia del cimitero, per fare prima. Giuseppe aveva capito di quale scorciatoia si trattava.Si infilò per quella discesa, ma tutto era cambiato, la strada era asfaltata e lungo i lati c'erano tante case.Ma arrivati a un certo punto, vide il cancello,il sedile di pietra, la quercia antica, il casolare. Tuttocome trenta anni prima. Ma Giuseppe non si accorse che durante il tragitto ,la nuora cercava di parlargli ma tutti chiaccheravano e nessuno le dava ascolto. Arrivati al cancello Giuseppe pregò tutti di fermarsi dieci minuti, era ancora presto, e si accinse a raccontare la storia del nastro, ma togliere il pezzetto dal portafoglio,e vedere apparire i consuoceri da dietro il casolare, e due cani scodinzolare alle gambe della ragazza fu tutt'uno.La nuora del tutto serafica, tolse a sua volta da un medaglione appeso al collo, un identico nastrino.Al povero Giuseppe sorpreso e spaventato, gli fu spiegato che quello era la casa e la campagna della nonna della ragazza, ma che la madre e tutti gli altri vivevano da tanti anni a San Fede. Quindi quando nelle conversazioni si parlava di terreni e campagne  non si potevano collegare i fatti,La giovane spiegò pure che la nonna era morta a tarda età, ormai da 15 anni e prima di morire le aveva consegnato il nastrino, assicurandole che dopo tanti anni ,qualcuno, un nuovo parente le avrebbe consegnato l'altro pezzetto di stoffa. Così fu, e la ragazza non era per niente sorpresa perchè sapeva che sua nonna era medium, amata e stimata da tutto il paese.


                          Maria Antonia Gariano