14 RACCONTI
L'UOMO CHE MANGIAVA SERPENTI

 “L’uomo che mangiava serpenti”.
Come sempre ormai da anni ,ogni qual volta si avvicinava la primavera, per Maria era una gran tristezza. Questa bella stagione portava a tutti tanta allegria e spensieratezza ,ma non a lei. Il motivo era dei più strani e aveva dell’incredibile. Incominciava per lei e sua madre la cattura dei serpenti. Ebbene questi animali erano il cibo prediletto del padre, che aspettava con ansia il loro risveglio per poterli catturare ,ma in questa operazione doveva essere aiutato dalla moglie e dalla figlia. Quest’uomo a sentire le due donne non era cattivo,magari un poco autoritario,ma quello che chiedeva era solo aiuto a catturare i serpenti e a cucinarli.
La moglie anche se un poco riluttante per la pace della famiglia l’aiutava in questa operazione, ma la ragazzina ancora dopo tanto tempo aveva sempre tanto ribrezzo ,e sperava sempre che potesse succedere qualcosa per poter fare cambiare gusti al padre,magari desiderare un bel pollo o una frittata.
La madre comunque doveva spellare e cucinare fritti nell’olio bollente i pezzi di serpente,ma aveva l’accuratezza di non mischiare mai con il resto delle cose della cucina quello che usava per quel cibo così non usuale.
Quella mattina,padre ,madre e figlia andarono in campagna alla ricerca di un serpente. Quasi subito fu individuata la tana di un animale, quindi le cose erano due ,o era nella tana o nelle vicinanze. Con fare furtivo si guardarono intorno,c’era un bel sole ,giusto il clima adatto per quelle bestiole. Ed ecco il serpente, ma non era solo,erano in due. Era una bella coppia di serpenti innamorati. L’uomo con fare minaccioso si avvicinò agli animali per ucciderli,aveva portato con se un attrezzo agricolo per meglio essere sicuro di riuscire nell’intento, e incominciò a colpire i malcapitati. Ma non aveva fatto i conti con la natura,che puntualmente si vendica. Uno era stato colpito con forza,ma l’altro era solo stordito. Saverio si prepara a prendere le bestie e infilarle nel sacco. Intanto le donne stavano a guardare. Prese il più malconcio e con facilità lo depose nel contenitore,poi si abbassa a prendere il secondo,e già pregustava il pranzetto,quando con uno scatto il serpente,solo tramortito,si scaglia verso di lui con la bocca aperta e la cosa che addentò fu il dito del malcapitato. Con rabbia Saverio cercò di staccare il serpente dal suo dito ma non ci riuscì, solo poi con l’aiuto delle donne riuscì a liberarsi e il serpente scappò via. Quello catturato fu l’ultimo serpente che Saverio mangiò. Le preghiere di Maria furono esaudite. Da quel giorno solo pollo e frittata.
Questa storia è ispirata a fatti realmente avvenuti nel 1950.
Saverio non sopravvisse molto ai serpenti che aveva mangiato.
La moglie visse fino a 96 anni.
Maria sposò un giovane paesano e con lui aprì un ristorante in Canada dove ancora vive e lavora con figli e nipoti.

Racconto scritto da Maria Antonia Gariano