14 RACCONTI
ROSARIA

Rosaria

Nel lontano agosto del 1955 il giovane carabiniere ,tornava da Roma al paese in Calabria, aveva una settimana di licenza ,e come ormai faceva da un paio d'anni tornava in paese per salutare i propri genitori.Solo che stavolta aveva in mente un'altra cosa ,voleva trovarsi una fidanzata,ma sicuramente del proprio paese.Ebbene , dopo aver fatto i saluti e i convenevoli, salutato parenti e amici pensò di fare un giro nella piazza principale e dare un'occhiata in giro.Ma ecco aveva fatto pochi passi dalla sua casa quando fu chiamato da una voce femminile,veniva dall'alto di una finestra,era la comare della madre che voleva salutarlo.Cosi di istinto salì su per le scale ripide e abbracciò con impeto la donna ,era stata sempre una buona donna ed affettuosa.Cosi si fermò qualche minuto a prendere il caffè. Di li a poco si sentirono su per le scale un vociare di ragazze, aveva dimenticato che la signora ,ogni pomeriggio faceva lezione di ricamo alle ragazze del paese.(Cose d'altri tempi)Il giovane pensò bene di intrattenersi ancora un poco...
Ed ecco che in tutto quel frastuono che le ragazze fecero,lui notò in modo particolare quella bella bruna con i capelli ricci,poteva avere forse 16 0 17 anni, ma si, era la figlia di don Erminio, come aveva fatto a non riconoscerla subito, erano pure vicini di casa.Cercò quindi di intrattenerla un po' da parte e di scambiare con lei qualche parola.Ma la giovane non ricambiò per niente le sue attenzioni, anzi in modo quasi severo ed anche con altezzosità gli fece capire che non era aria.Anche nei giorni seguenti il giovane cercò di vederla per poter aprire con lei una conversazione, ma lei si fece sempre negare e lo liquidò.Di li a pochi giorni la licenza ebbe termine, ed il giovane salutata la famiglia a cui era molto legato,e con tanto rammarico per il mancato fidanzamento tornò a Roma.Da questo episodio trascorsero 10 anni.Ed in tutto questo tempo sia lui che lei ebbero vari fidanzati che puntualmente lasciavano o che si facevano lasciare, fidanzati di quel tempo poi...Finchè arrivò l'agosto del 1965.Il giovane carabiniere tornò di nuovo a casa in licenza,stavolta da Napoli.Dopo i saluti e i convenevoli uscì in piazza,stavolta sicuramente doveva trovarsi una fidanzata del paese, le "cittadine " non facevano per lui.E poi gli anni passano ,come gli diceva sua madre doveva farsi una famiglia.Ed ecco che durante la processione del 
Santo Patrono vide e riconobbe una delle tante belle ragazze del paese,certamente non quella acida di 10 anni fa che le stava accanto,loro due erano amiche intime e chissà quante chiacchere avrebbero fatto se questa proposta non fosse andata in porto.Decise, avrebbe fatto la proposta di fidanzamento a questa paesana.Cosi avvenne,ma la paesana sfacciatamente gli mandò a dire che se fosse stato il fratello avrebbe risposto di si perchè le piacevano gli uomini bruni, ma lui no, perchè era biondo e con gli occhi azzurri.(i tempi stavano cambiando).La paesana confidò della proposta avvenuta alla sua migliore amica ,la figlia di don Erminio(vi ricordate?)e lei quasi con fastidio pensò,dopo tanti anni, perchè non l'ha fatta a me la proposta di fidanzamento,adesso le piaceva e tanto,ma ormai era troppo tardi,da noi si dice "passatu lu Santu".Ma si sa che le donne ne sanno una più del diavolo, e così fu.La bella figlia di don Erminio aveva saputo tramite le chiacchere delle comari, quando il giovane carabiniere partiva con la corriera per prendere il treno,e l'ora esatta.E che fece, indossò il suo vestito più bello,uno di quei vestiti belli e scampanati e a fiori che si usavano negli anni 60, si aggiustò i capelli e aspettò sui gradini della sua casa il passaggio della corriera ,voleva far passare di nuovo il santo.La corriera era puntuale, il giovane carabiniere pure.Davanti casa sua doveva passare ,era l'unica strada.Salì la scala di qualche gradino per essere più in vista.E quando la corriera passò il carabiniere si accorse di lei e capì   che lo guardava ed era li sui gradini per lui.Il giovane di istinto le fece un segno ,con il palmo della mano aperta e l'altra a modo di penna, "ti posso scrivere" era chiaro il messaggio.Lei con un cenno della testa gli disse di si.Così iniziò questa storia d'amore che ancora continua,allietata da figli e nipoti.

 Novella scritta da Gariano Maria Antonia